Illustre Presidente Cristina Acidini, Ambasciatore Paolo Sabbatini, Professor Claudio Rocca, Presidente Zhang Lun, gentili ospiti, cari amici,
Buonasera a tutte e tutti! È un grande piacere partecipare all’inaugurazione della mostra di arte Thangka “Dal Cuore dell’Himalaya alla Patria del Rinascimento. A nome del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, desidero esprimere la mia sincera gratitudine a tutti gli amici che hanno organizzato e sostenuto questa mostra.
Il Thangka è un’arte pittorica tramandata da millenni dal popolo dello Xizang in Cina. È un’espressione visiva della cultura buddista tibetana e un’“enciclopedia” che raffigura la politica, la società e la storia della regione. In quanto patrimonio culturale immateriale nazionale, rappresenta anche un’importante finestra per il mondo esterno, consentendo di comprendere la cultura e le tradizioni della Regione Xizang nella Cina. Le quasi 40 squisite opere in mostra sono state create dal signor Sangjicairang, un rappresentante erede dell’arte Thangka di Regong, e mettono in mostra il fascino unico della straordinaria cultura tradizionale cinese.
Oggi, siamo lieti di constatare tramite queste opere la risonanza tra l’arte orientale e quella occidentale che supera il tempo e lo spazio, nonché l’elevato grado di armonia nei loro concetti estetici. Il Thangka si attiene alle discipline di proporzione stabilite nel Seicento, garantendo la solennità delle immagini attraverso rigorose regolamentazioni. Leonardo da Vinci, quasi nello stesso periodo, ricercava la sezione aurea, raggiungendo l’apice della pittura attraverso un’estetica matematica e geometrica. Il Thangka condivide inoltre analogie con la pittura rinascimentale, entrambe caratterizzate dall’uso di pigmenti minerali naturali accuratamente selezionati, e le opere conservano la loro brillantezza anche dopo secoli. Entrambe le forme d’arte incarnano la ricerca suprema della bellezza da parte dell’umanità e sono vividi microcosmi dell’armoniosa coesistenza tra civiltà orientali e occidentali.
Gentili ospiti, cari amici,
L’altopiano del Qinghai-Xizang vanta un patrimonio culturale lungo e ricco, e la cultura tibetana è parte integrante del magnifico panorama della civiltà cinese. Come il Thangka, la lingua e la cultura di questa straordinaria etnia sono sempre state attentamente protette, tramandate e promosse dal governo e dal popolo cinese. Nella regione dello Xizang, la comunicazione bilingue (mandarino e tibetano) è ampiamente diffusa nelle istutizioni, nei servizi pubblici, nei media e nelle scuole. Vengono pubblicati quasi 30 giornali e periodici in lingua tibetana e si contano quasi 3.000 beni del patrimonio immateriale e oltre 2.000 siti protetti. Negli ultimi anni, prodotti culturali tibetani come il Thangka, l’opera, la medicina e il tè tibetano sono andati oltre il confine dello Xizang, mostrando al mondo intero il fascino millenario dell’altopiano.
Nel frattempo, il governo cinese garantisce in conformità con la legge ai cittadini il diritto alla libertà di credo religioso, e tutte le religioni, incluso il buddismo tibetano, sono adeguatamente preservate. Nella sola Regione Autonoma dello Xizang, si contano oltre 1.700 templi buddisti tibetani e circa 46.000 monaci. A maggio scorso, in Cina si è tenuta la 21ª edizione della Giornata del Vesak delle Nazioni Unite (nota anche come il Compleanno di Buddha), con la partecipazione di personalità buddiste, esperti e studiosi provenienti da circa 70 Paesi e Regioni. La conferenza, utilizzando il dialogo religioso come ponte, si proponeva di collaborare per affrontare le sfide globali e costruire un futuro migliore per l’umanità.
Oggi, onoriamo l’arte come mezzo per connettere cuori e menti, accrescere la comprensione e scrivere insieme un nuovo capitolo dell’amicizia sino-italiana.
Infine, auguro alla mostra un completo successo! Grazie a tutte e tutti!