“Toscana: Rinascimento Senza Fine”, un documentario co-prodotto sino-italiano, ha riscosso un’accoglienza calorosa da parte del pubblico in Cina. Non solo mette in mostra gli splendidi paesaggi naturali e i ricchi tesori culturali della Toscana, ma racconta anche molte storie avvincenti di scambio culturale tra Cina e Italia. Il documentario funge da ponte tra i cuori dei due popoli ed è una testimonianza dello scambio tra civiltà orientali e occidentali.
Il 10 giugno si celebra la seconda Giornata internazionale del dialogo tra le civiltà. Istituita sulla base di una risoluzione adottata dalla 78ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, proposta dalla Cina e da altri 83 Paesi, si allinea all’Iniziativa per la Civiltà Globale del Presidente Xi Jinping. L’obiettivo è promuovere un dialogo paritario e il rispetto reciproco tra le diverse civiltà, sottolineando il ruolo cruciale del dialogo per la pace mondiale e lo sviluppo comune.
La storia degli scambi tra Cina e Italia è una storia di dialogo tra civiltà che trascende montagne e mari. Per secoli, dai racconti di Marco Polo che diedero inizio alla “sino-mania” in Europa, alla traduzione congiunta degli Elementi di Euclide a cura di Xu Guangqi e Matteo Ricci, fino a Giuseppe Castiglione pittore di corte durante la dinastia Qing, l’antica Via della Seta ci ha indissolubilmente legato.
Quest’amicizia si è tramandata di generazione in generazione e gli scambi culturali sono ancor’oggi fiorenti. Per citare solo alcune delle attività svoltesi quest’anno nella circoscrizione del Consolato Generale:
- Nell’ambito dei classici umanistici, si è tenuta a Pechino la mostra “Omaggio ai Maestri: da Leonardo da Vinci a Caravaggio – Capolavori del Rinascimento italiano” della Galleria degli Uffizi, e si è concluso con successo a Perugia il Dialogo tra le Città Storiche e Culturali Cina-Italia;
- Nell’ambito della cultura tradizionale, l’arte dell’annodatura di Datong, patrimonio culturale immateriale della provincia dello Shanxi, Cina, è stato presentato alla 90ª Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze, e un gruppo di cittadini pratesi ha visitato il Fujian per approfondire la cultura del tè cinese;
- Nell’ambito degli scambi giovanili, si tiene a Pistoia il primo spettacolo di Capodanno cinese eseguito dai giovani artisti sino-italiani, i cantanti giovanili di Grosseto e Nanping intonano l’amicizia a vicenda, la mostra “Eccellenze cinesi nell’illustrazione per bambini” entra nella Biblioteca comunale di Sesto Fiorentno, e bambini cinesi e italiani con disabilità dipingono insieme la fantasia per un mondo colorato.
Il giardino delle civiltà mondiali ha urgente bisogno della collaborazione attiva di tutti i Paesi per essere coltivato insieme. Il mondo ospita più di 200 Paesi e Regioni, oltre 2.500 gruppi etnici e numerose religioni. Erigere muri non farà altro che recidere i legami e acuire conflitti e divisioni; costruire ponti è l’unico modo per promuovere il dialogo e approfondire la comprensione e la fiducia reciproca. Osservando l’attuale scenario internazionale, il mondo sta attraversando rapidi cambiamenti e frequenti conflitti regionali. Idee come “scontro tra civiltà” e “superiorità di civiltà” creano artificialmente divisioni e scontri. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di dialogo e cooperazione.
La storia ci ha ripetutamente insegnato che il dialogo è il vincolo della pace, la forza trainante dello sviluppo e il ponte dell’amicizia. Anche il celebre scrittore italiano Alberto Moravia ci ha detto: «Le amicizie non si scelgono a caso, ma secondo le passioni che ci dominano».
Cogliamo la Giornata internazionale del dialogo tra le civiltà come un’opportunità per sostenere i principi di uguaglianza, apprendimento reciproco, dialogo e inclusione nella nostra visione delle civiltà, per sottolineare l’eredità e l’innovazione, per rafforzare gli scambi e la cooperazione culturale e per promuovere la comprensione reciproca e l’affinità tra i popoli. Uniamo le forze e lavoriamo insieme per scrivere un nuovo capitolo nel dialogo tra l’Oriente e l’Occidente, contribuendo con la forza cinese e italiana alla costruzione di una comunità umana da un futuro condiviso.