L’estate appena trascorsa ha portato una buona notizia ai popoli cinese e italiano: i resti dell’artigianato tradizionale della porcellana di Jingdezhen, Cina, e il sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo, sono stati entrambi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il numero dei siti cinesi e italiani riconosciuti come Patrimonio Mondiale è così ulteriormente aumentato, consolidando la posizione dei due Paesi ai vertici della classifica mondiale.
È la sintonia tra due antiche civiltà, orientale ed occidentale, che si incontrano al di là di mari e montagne. Il grande numero di siti del Patrimonio Mondiale dei due Paesi non è casuale. Entrambi sono civiltà millenarie e vantano una profonda tradizione di tutela e valorizzazione del patrimonio. Siamo convinti che il valore delle civiltà non risieda soltanto nella loro conservazione, ma anche nello scambio, nella comprensione e nella condivisione.
Questo è anche uno dei significati fondamentali dell’Iniziativa per la Civiltà Globale proposta dal Presidente Xi Jinping: rispettare la diversità delle civiltà nel mondo, rafforzare gli scambi umanistici internazionali e promuovere il progresso comune delle diverse civiltà attraverso il dialogo e l’apprendimento reciproco. Di fronte ai profondi cambiamenti e alle sfide del mondo di oggi, rafforzare il dialogo e la comprensione reciproca, sostituire i pregiudizi con la conoscenza e il confronto con la cooperazione riveste un’importanza cruciale per la pace e lo sviluppo globale.
La storia dei rapporti tra Cina e Italia è essa stessa una storia di dialogo tra civiltà, sviluppatasi lungo l’antica Via della Seta, una storia che oggi è più viva che mai. Soltanto quest’estate, nel distretto di competenza del Consolato Generale, numerosi eventi di scambio hanno arricchito questo dialogo millenario con testimonianze concrete.
Il 2 luglio, un gruppo di giovani toscani ha intrapreso un viaggio di studio di due settimane a Sanya, nell’isola di Hainan. Hanno studiato calligrafia, pittura e strumento musicale tradizionale cinese, cantato e ballato insieme ai coetanei cinesi nei villaggi delle comunità dei gruppi etnici Li e Miao, e hanno anche percepito il dinamismo della Cina contemporanea visitando la città della scienza e tecnologia. Sono tornati con nuovi paesaggi negli occhi, ma soprattutto con la passione e l’amicizia dei loro coetanei cinesi.
Il 25 luglio, nella Piazza della Signoria a Firenze, un gruppo giovanile di musica tradizionale cinese proveniente da Shanghai ha eseguito Fiore di Gelsomino. Maria, una bambina italiana di otto anni, è salita sul palco e, con la sua voce limpida, ha intonato questa suggestiva canzone popolare cinese.
Il 29 luglio, oltre trenta studenti provenienti da Hangzhou hanno visitato il Comune di Pisa, dove hanno raccontato agli amici italiani la storia dell’economia digitale di Hangzhou. Da quando le due città hanno stretto un gemellaggio nel 2008, continuano a sviluppare una cooperazione concreta nei settori della cultura, del turismo e dell’istruzione.
Nella prima metà di agosto, la squadra giovanile di calcio di Grosseto ha partecipato a una serie di partite amichevoli in Fujian. Si tratta di un’ulteriore occasione di scambio culturale e sportivo tra le due località, dopo la visita reciproca di giovani musicisti e i concerti organizzati in entrambe le città lo scorso maggio.
Avvicinandosi reciprocamente, i giovani sperimentano concretamente che le culture cinese e italiana, pur diverse tra loro, possono imparare l’una dall’altra e progredire insieme. Questo rispecchia i principi della cultura tradizionale cinese: «armonia nella diversità» e «bellezze condivise».
I giovani rappresentano il futuro e la speranza delle relazioni tra Cina e Italia. Il loro andarsi incontro compone una melodia di dialogo tra civiltà e semina l’avvenire dell’amicizia sino-italiana. Auspichiamo di collaborare con sempre più amici italiani per approfondire la cooperazione, consolidare questo legame e costruire insieme un futuro migliore, scrivendo così un nuovo capitolo dell’amicizia tra i due Paesi.